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    Gare di appalto lavori pubblici e flussi finanziari

    In materia di lavori pubblici, uno dei temi di più stingente attualità è la tracciabilità dei flussi finanziari. Dal 7 settembre 2010 è in vigore la Legge 18-08-2010 n. 136, che ha introdotto nuove disposizioni riguardanti la tracciabilità dei flussi finanziari conseguenti all'affidamento di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

    Tali norme hanno lo scopo dichiarato di "prevenire le infiltrazioni criminali nel settore degli appalti, dei contratti, delle forniture e dei finanziamenti pubblici", creando le condizioni per la tracciabilità di tutte le operazioni finanziarie, che riguardano "la filiera delle imprese" interessate, grazie all'utilizzo di conti correnti bancari o postali, appositamente dedicati, movimentati con mezzi idonei.

    Pur non essendo una novità assoluta in tema di contrasto alle infiltrazioni malavitose nell'ambito dei contratti pubblici, il provvedimento introduce delle previsioni che innalzano sensibilmente la capacità di vigilanza e controllo attorno a questi fenomeni. L'articolo 3, infatti, obbliga appaltatori, subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese, nonché i concessionari di finanziamenti pubblici (anche europei) interessati a commesse pubbliche di lavori, servizi o forniture, a utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali, anche in forma non esclusiva, per registrare tutti i movimenti finanziari relativi a quei lavori, servizi o forniture che li hanno visti coinvolti.

    Per le transazioni viene inoltre prescritto l’uso del bonifico (bancario o postale) o di altro strumento idoneo a garantire la tracciabilità delle operazioni.

    Il campo di applicazione previsto dalla norma è molto ampio e coinvolge tutti i contratti di appalto pubblico, di servizio pubblico, di fornitura pubblica, senza alcuna distinzione di importo e di modalità di scelta del contraente. Si estende, inoltre ai subappalti, alle subforniture, ai subcontratti e a tutte le concessioni di lavori e servizi pubblici.

    Se il conto corrente (bancario o postale) e il bonifico sono i primi due elementi attorno ai quali si costruisce la norma, il terzo elemento che viene richiesto ai fini della tracciabilità è il CIG (Codice Identificativo della Gara) e, laddove si rende necessario, il CUP (Codice Unico del Progetto), che devono essere riportati nei documenti di credito presentati dall'appaltatore e negli strumenti di pagamento utilizzati dal soggetto appaltante per liquidare gli importi relativi.

    La norma, inoltre, delinea un impianto sanzionatorio di sicuro rilievo, tanto da arrivare ad imporre le disposizioni sulla tracciabilità come clausola inderogabile nei contratti con gli appaltatori, a pena della loro nullità, e specifici comportamenti omissivi sui punti cardine della norma che, accanto alle sanzioni amministrative, arrivano con estrema facilità alla risoluzione del contratto.
    Fin qui, in estrema sintesi, le disposizioni sulla tracciabilità, sulla cui applicazione pratica si era già espressa nel 2010 l’AVCP (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, sostituita nel 2014 dall’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione), con due specifiche determinazioni e con una serie di risposte a pubblici quesiti, pubblicati sul suo sito ufficiale.

    Un altro aspetto strettamente connesso alla tracciabilità dei flussi finanziari è il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), sul cui utilizzo, in sede di liquidazione degli importi, sia l'AVCP con la determinazione n.1 del 12 gennaio 2010, sia il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la circolare 35 del 8 ottobre 2010, sia l'INPS con la circolare n.145 del 17 novembre 2010 hanno dato le linee di comportamento da tenere da parte dei soggetti liquidatori.

    Tali comportamenti, peraltro, sono stati ulteriormente confermati e corroborati dalle successive normative in tema di appalti, che sostanzialmente hanno posto in capo al soggetto liquidatore rilevanti adempimenti di verifica della correttezza dei versamenti effettuati da parte di tutti i soggetti coinvolti attorno ad ogni singolo contratto.

    La soluzione software STR Vision PBM

    STR Vision PBM fornisce un supporto concreto nel fare fronte agli adempimenti legislativi in materia di tracciabilità dei flussi finanziari, che si è aggiunto al già consistente complesso degli adempimenti correlati al procedimento amministrativo delle opere pubbliche.

    Con le sue funzioni di gestione amministrativa delle opere pubbliche, il software offre la possibilità di gestire tutte le incombenze che si pongono in sede di liquidazione di vari importi, anche alla luce delle disposizioni sulla tracciabilità.

    STR Vision PBM, tuttavia, non è solo supporto alle questioni sulla tracciabilità ma una soluzione specialistica e  completa circa l'intero quadro delle esigenze operative che si pongono nella realizzazione di un’opera pubblica, dalla sua programmazione fino al suo collaudo.

    Novità Rendicontazione 229/2011: il Decreto Legislativo 229/2011 istituisce l'obbligo di un sistema gestionale informatizzato per le transazioni a carico di Pubbliche Amministrazioni o destinatari di finanziamento a carico del bilancio dello Stato per la realizzazione di Opere Pubbliche. Il modulo “Rendicontazione DL 229/2011” di STR Vision PBM gestisce gli adempimenti imposti dal decreto 229/2011.

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