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    Nuovo Codice degli Appalti Pubblici

    Il 15 aprile 2016 è stato approvato in via definitiva il nuovo Codice degli Appalti Pubblici dal Consiglio dei Ministri. A partire dal 18 aprile, data prevista per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il Governo e l’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) hanno cominciato a emanare i decreti attuativi e approvare le linee guida. In questa fase transitoria alcune norme del vecchio Regolamento attuativo su contabilità, verifiche e collaudi coesisteranno in modo da consentire alla nuova normativa di essere immediatamente applicabile.

    Molte sono le novità introdotte dal Codice la più rilevante delle quali riguarda l’ANAC proprio per gli effetti operativi che questa comporta.
    Infatti il ruolo dell’ANAC è stato riconfigurato ad organo di riferimento del settore e di reale regolazione del mercato, preparando determinazioni, bandi e contratti tipo o semplici atti di indirizzo.

    All’ANAC spetteranno parecchi compiti come l’approvazione delle linee guida per la qualificazione delle imprese con l’introduzione dei requisiti reputazionali, individuati sulla base di parametri sia qualitativi che quantitativi, ma anche sulla base della capacità strutturale e di affidabilità dell’impresa. L’impresa verrà valutata per il suo storico, quindi per il comportamento tenuto nei precedenti appalti durante le varie fasi della realizzazione dell’Opera.

    Anche le Stazioni Appaltanti verranno valutate qualitativamente dall’ANAC. Verranno fatte delle valutazioni in base alla struttura organizzativa, alla qualifiche dei dipendenti e alla loro formazione, alle eventuali misure anticorruzione adottate e se le procedure vengono gestite da tecnologie telematiche ecc…

    Nel Nuovo Codice degli Appalti è forte la richiesta di trasparenza durante le varie fasi dell’aggiudicazione e della realizzazione dell’Opera, a questo fine è accentuato il ricorso alle procedure telematiche per le pubblicazioni che devono essere redatte.

    Un’altra delle novità introdotte dal nuovo codice dei contratti pubblici è l’uso del BIM per le nuove opere. Le Stazioni Appaltanti, entro sei mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti, per le nuove opere e i servizi di progettazione, potranno chiedere l’uso del BIM, purché i lavori siano di importo superiore alle soglie comunitarie.
    Il Building information modeling (BIM) all’inizio sarà facoltativo, successivamente si valuteranno gli interventi necessari e le tempistiche per la graduale introduzione dell’obbligatorietà del BIM in base alla tipologia delle opere e dei servizi da affidare e al loro importo.

    Nel nuovo Codice Appalti sono cambiati anche i criteri di aggiudicazione delle gare d’appalto: per i lavori di importo superiore ai 500 mila euro, infatti, si dovrà utilizzare il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

    Per le grandi opere infrastrutturali sarà obbligatorio (sarà l’Anac a valutare l’obbligatorietà) ricorrere alla procedura di dibattito pubblico, pubblicando online il progetto oltre ai risultati della consultazione e dei dibattiti. Gli esiti di questo dibattito pubblico e le eventuali osservazioni, verranno valutate in sede di predisposizione del progetto definitivo.

    Restano invariati taluni obblighi ed adempimenti attualmente in vigore come, ad esempio, la rendicontazione alla Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP), della spesa in opere pubbliche al MEF.

    STR Vision Public Building Management, grazie al modulo “Rendicontazione DL 229/2011”, rappresenta una risposta completa alle esigenze delle Pubbliche Amministrazioni per adempimenti imposti dal decreto 229/2011 e dal Nuovo Codice degli Appalti.


    STR in collaborazione con Euroconference organizza il corso "Il nuovo Codice degli Appalti: le Direttive comunitarie su appalti pubblici e concessioni, il Documento di gara unico europeo e la Legge Delega"

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