La comunicazione esterna ad un progetto edile e la questione reputazionale

Il tema della comunicazione di progetto è, da sempre, uno dei requisiti più importanti per far dialogare tra loro i membri di un team. Tuttavia negli ultimi anni si sta sempre più imponendo il tema della comunicazione verso l'esterno delle organizzazioni e delle aziende che operano nel campo edile. Il comparto sembrava esserne immune, relegando tale "strategia di marketing" ai brand del commercio più blasonati, ma grazie anche all'art. 83, comma 10, del d.lgs. 56/2017, che prevede l'istituzione presso l'ANAC del sistema del Rating di impresa e delle relative penalità e primalità, da applicarsi ai fini della qualificazione delle imprese, il tema si fa sempre più attuale e soprattutto rappresenta lo snodo futuro dei rapporti tra attività economica (in edilizia) e sistema reputazionale.

Conoscono bene questo valore aggiunto, sul lato economico, le pochissime imprese di costruzioni quotate in borsa, ben sapendo di quanto possa insistere su ogni azione, il valore reputazionale di una azienda, pur essendo un cosiddetto asset intangibile.

Casi di Successo nella comunizione aziendale

Il sistema reputazionale di un soggetto economico è parte integrante di una narrazione dell'azienda che va oltre i paletti imposti da ANAC per quantificarne il rating e che ricordiamo essere, tra i requisiti principali, il rispetto dei tempi e dei costi, la capacità strutturale dell'impresa l'incidenza dei conteziosi ecc. Per comprendere a pieno quanto appena detto bisogna fare un parallelismo tra due persone di successo che hanno fatto, tramite un corretto storytelling, il successo di due brand tra i più importanti al mondo. Enzo Ferrari e Brunello Cucinelli.

La storia di questi due imprenditori di successo, pur passando tra mille difficoltà, si è connotata di intelligentissime operazioni di investment relations. Nel ricordo indelebile del pubblico però rimangono le famose interviste di Enzo Ferrari che voleva regalare, producendo auto, un sogno al mondo. Oppure gli attuali speech di Brunello Cucinelli con dei storytelling nei quali spesso parla della qualità del lavoro, dei suoi dipendenti e della storia della sua vita, senza citare mai i suoi prodotti. Tornando al mondo delle costruzioni e lasciando da parte i grandi gruppi, la piccola e media impresa di costruzioni in Italia, ancora oggi, non fa altro che mostrare i muscoli quando comunica, a dimostrazione di una grandezza di mezzi e numeri, che in tempo di crisi non è più richiesta o quantomeno non è indice di reputazione valido.

  • Qual è il sistema organizzativo dei grandi numeri fatti di mezzi, uomini o materiali?
  • Qual è l'esposizione economica e la sostenibilità finanziaria?
  • O ancor più semplicemente, si è mai pensato ad una campagna di comunicazione, nelle PMI,  volta ad evidenziare il valore aggiunto verso l'utente finale del progetto in termini di qualità di vita e sostenibilità del costruito?

Queste sono alcune delle domande che in futuro chi, tra i soggetti economici, vorrà fare comunicazione dovrà porsi. I soli database, dunque, ed il loro relativo incrocio non basteranno più e verranno premiati quei soggetti economici che saranno in grado di creare un vero e proprio brand attorno alla loro attività o ancor meglio al loro nome, sfruttando ad esempio anche i social network.

Le nuove posizioni lavorative nell'Impresa 4.0

L'apertura dunque a nuove posizioni lavorative all'interno delle Imprese 4.0 sarà quantomeno auspicabile. Queste figure, possono essere apicali come per esempio i CIO (Chief Information Officer) che si occupano insieme ai CTO (Direttori Tecnici) di ricerca e sviluppo e quindi rendere operative le strategie dell'impresa oppure esperti di comunicazione e social network, che giocano un ruolo fondamentale anche nelle pubbliche relazione di una organizzazione.
Di controparte bisogna ammettere che, se le stazioni appaltanti si appiattiranno sempre, nello stilare le gare, su logiche di massimo ribasso, non agevoleranno quel processo di trasformazione tutt'ora in atto e che stenta a decollare, che va verso una gestione virtuosa della progettazione con il building information modelling e le buone pratiche di project management nel mondo delle costruzioni.

Come si può pensare ad una progettazione che tenga conto delle logiche di ciclo intero di vita di un edificio (Art. 96 d.lgs.56 del 2017) quando negli appalta la guerra dei numeri tende quasi sempre al massimo ribasso?
L'intero comparto è in trasformazione e bisogna pur tenerne conto in qualche modo.

Il futuro dell'innovazione dei processi e della progettazione in Italia

L’Italia, in confronto all’Europa, non è un paese che fa grandi numeri nelle costruzioni, sia nella grandezza delle imprese, sia per opere ciclopiche realizzate sul territorio nazionale e dovrà gioco/forza accettare sempre più il fatto che l’innovazione dei processi, dei prodotti e della progettazione, dovrà concentrarsi sempre più verso lavori piccoli e di ristrutturazione e tutela, che creano grande valore aggiunto. Basti pensare alla messa in sicurezza del costruito dai rischi sismici (Casa Italia), all’ammodernamento ed alla manutenzione delle infrastrutture, alla tutela degli edifici ed i siti storici, alla tutela paesaggistica. Tutti lavori che possono beneficiare di tecnologie innovative sia nella gestione dei rilievi, sia nella progettazione, che nella realizzazione e manutenzione.
A quanto pare però solo pochissime organizzazioni ad oggi hanno raccolto la sfida dell’innovazione.
Quelli citati sono solo alcuni esempi e certamente nel nostro paese ve ne sono altri, ma rappresentano ancora un’esigua percentuale di tutto il lavoro che c’è da fare per traguardare obbiettivi di innovazione a medio termine, coniugando esigenze proprie del comparto delle costruzioni, innovazione comunicazione e trasparenza.

Autore: Antonio Ortenzi

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