Digital Brain Construction

Con il decreto del MIT firmato dal ministro Delrio il primo dicembre 2017 e la determina N° 3 di ANAC, 1007 del 2017 sui temi del Building Information Modelling e del project management i legislatori tracciano una linea (anche se per ora solo tratteggiata in quanto tra progressività e more di attuazione la cogenza è ancora tutta da applicare) verso quello che sarà il prossimo futuro nel mondo delle costruzioni.

Gli interventi del Governo

Il Governo ha ulteriormente rafforzato gli strumenti di Impresa 4.0 stanziando ulteriori 18 miliardi di euro nel triennio 2018-2020 tra decreto fiscale, legge di bilancio 2018 e fondi perenti (sono somme stanziate nel bilancio dello Stato ed impegnate, in seguito a gara pubblica che non vengono spese dalle amministrazioni pubbliche entro un certo periodo di tempo) del Ministero dello Sviluppo Economico. Fra le misure previste la proroga di iper e super ammortamento per 7,8 miliardi, per continuare a supportare gli investimenti innovativi delle imprese italiane. Queste decisioni, al di la del contenuto, tendono ad insistere su un "ambiente" che sicuramente non è ancora pronto a recepirle, nonostante siano innegabili i tentativi di allineamento del comparto delle costruzioni che arrivano da più da più fronti. Ad oggi e per i prossimi anni sono due i fattori principali attraverso i quali, se applicati nella giusta maniera, sarà possibile mettere in atto un reale cambio culturale e che agevoleranno la creazione di un ambiente idoneo affinché si possa compiere la famosa transizione al digitale nel mondo delle costruzioni.

Industria 4.0

Il primo è l’industria 4.0 che al di la della definizione aiuta gli operatori economici a trasmutare sia la progettazione che la gestione dei cantieri verso il digitale con agevolazioni di tipo fiscale come il super ammortamento o l’iper ammortamento. Leve fiscali, queste, che saranno utili ai fini di una innovazione di tipo hard a partire dai voucher del MISE che concedono un importo, non superiore a 10.000 euro, finalizzato all’adozione d’interventi di digitalizzazione dei processi aziendali.

Oggi l’industria 4.0 nel mondo delle costruzioni, in realtà, ha come “agenti lubrificanti” tutta una serie di interventi che sono rappresentati da tutta una serie di bonus per le committenze. Ricordando i principali, non si può non citare il sisma bonus, o magari il bonus sulle ristrutturazioni, piuttosto che l’eco bonus e così via, fino ad arrivare all’ art bonus (come mecenatismo) che innegabilmente ha contribuito ad un impulso turistico anche ad alcuni luoghi chiave storici italiani.

La Formazione

L’altro elemento scatenante che può aiutare la creazione di un ambiente idoneo alla transizione digitale dell’industria 4.0 è forse la nota più dolente, la formazione. Il piano ha fatto emergere in modo forte anche un problema che affligge il nostro paese da tempo: la carenza di capitale umano con le competenze adeguate a dominare, sfruttare e valorizzare le moderne metodologie e tecnologie, e in particolare quelle legate al mondo del digitale. In Italia infatti il gap culturale alla base di questi temi è davvero abissale rispetto alla richiesta di mercato (gli altri paesi europei hanno lo stesso problema a partire dalla Germania). I giovani che si affacciano al mondo del lavoro dopo la laurea tecnica (sono sempre di meno) non solo spesso non vengono formati in tema di digitalizzazione, ma anche in temi di gestione e management, elementi fondamentali per attuare una corretta transizione di tutto il comparto.

Di contraltare il mercato ancora non richiede queste competenze in quanto non le ritiene fondamentali e, ancor peggio, ove le richieda, sono sottopagate. Questo atteggiamento, non solo agevola una migrazione all’estero dei nostri giovani ma il nostro paese diventa di fatto poco attrattivo nei confronti dei giovani europei che scelgono altre mete a discapito dell’Italia. Sul versante degli investimenti in capitale umano e competenze sono stati stanziati 250 milioni per il credito di imposta per la formazione su tecnologie 4.0 e 95 milioni per incrementare il numero di studenti degli Istituti Tecnici Superiori con l'obiettivo di raggiungere quota 20.000 entro il 2020. Accanto a ciò l'istituzione del Fondo per il capitale immateriale con oltre 300 milioni, il rifinanziamento della nuova Sabatini con 330 milioni e del Fondo di Garanzia per le pmi per 830 milioni (nel decreto fiscale). Infine il Piano straordinario Made in Italy con 230 milioni per aiutare le aziende a penetrare e essere competitive sui mercati esteri.

Mondo delle Costruzioni e innovazione IT

Purtroppo il mondo delle costruzioni, ed i particolare nel luogo della produzione per eccellenza ovvero il cantiere, stenta ancora a comprendere che il mondo dell’ IT deve assolutamente trovare un punto di equilibrio con il mondo dell’ingegneria classica o se si preferisce di sistema (si legga BIM), altrimenti si continueranno a perdere posizioni culturali e non si creerà mai quell’ambiente idoneo affiche attecchisca il know how e le buone pratiche declinate in maniera digitale. Ancora oggi si assistono a delle gare da parte della p.a. sul tema IT che tendono a ribassi inaccettabili. Metodologia e ingegneria, nuove leggi e mondo digitale devono assolutamente trovare una quadra che possa rappresentare punto di rugiada che "abbeveri" un settore sempre più allo stremo delle forze.

Bisogna fare presto nel creare questa congiuntura che necessita che ogni stakeholder faccia la propria parte ed in particolar modo la P.A. ove bisogna tendere, senza esitazioni, a riqualificare la domanda per riqualificare l’offerta. Le imprese devono capire sempre più che i temi dominati da qui a 5 anni saranno la digitalizzazione ed il sistema reputazione unito ad una opportuna comunicazione e dovranno concentrare una parte dei loro sforzi ad incrementare tali settori. La rubrica di questo Magazine tenderà, quindi, a dare spunti di riflessione e di sensibilizzazione verso temi innovativi del mondo delle costruzioni, prendendo  come punto di partenza il cantiere e, in una prospettiva Bottom up, risalire tutta la filiera in un’ottica di coinvolgimento ed implementazione di tutti gli stakeholder, in maniera proattiva e costruttiva.

Autore: Antonio Ortenzi

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