L'Edilizia nel Mondo Digitale

In cantiere, ancora oggi, si opera con computer soprattutto portatili a volte anche vetusti e poco performanti, pieni di file che non consentono una corretta gestione dei dati, favorendo una dispersione di questi ultimi e dando vita ad una frammentazione che impatta in maniera notevole sui tempi di elaborazione. Senza contare poi la ridondanza delle informazioni che vengono trascritte, le stesse, più e più volte a secondo dell’output che si vuole ottenere.

Quali Infrastrutture?

La questione delle infrastrutture quindi, diventa centrale soprattutto in vista della progettazione BIM ove più professionisti lavorano, per la propria parte di specializzazione, allo stesso modello e che già ora si consiglia di collocare in una piattaforma cloud (nuvola). Nuovi spazi virtuali per la progettazione saranno veri propri luoghi virtuali dove convoglieranno, fin dalla fase di progettazione una mole di dati enorme che verranno prodotti, elaborati ed a volte variati con una rapidità tale (Agile) che solo infrastrutture idonee potranno supportare. Sarà proprio quello o magari uno simile lo spazio virtuale che al termine della progettazione verrà messo a disposizione dei cantieri dalla committenza al soggetto economico che si aggiudicherà la gara o magari viceversa.

Common Data Environment

Una impresa o uno studio di progettazione quindi dovrebbe iniziare ad approntare degli ambienti idonei dove queste informazioni possano essere conservate e lavorate, come un CDE (Common Data Environment) ambiente in cloud unico nel quale far convogliare dati, modelli e documenti.

Recentemente ANAS, per esempio, nella tabella di giustificazione dell’aliquota per le spese generali (tabella B) chiede esplicitamente di indicare gli oneri per l’utilizzo del modello informativo BIM, ove vi sono incluse anche le spese di attivazione per la piattaforma cloud. Esistono anche per gli accordi quadro, fra le voci BIM, gli oneri di conversione degli elaborati e, fra le altre spese generali riferite al BIM, anche i costi dei software e hardware dedicati. Diventa quindi strategica l’infrastruttura, ovvero la connessione ad Internet che dovrà avere un collegamento di almeno 20 mega (ma si consiglia la fibra) oppure un collegamento tramite rete cellulare 4G. Il nostro paese sta facendo enormi passi in avanti verso la digitalizzazione ma purtroppo il problema reale è che il comparto edile non ha ancora un approccio felice ed una sensibilità opportuna verso questi temi. Computer performanti di nuova generazione e database saranno l’abc per poter approntare il cantiere in un futuro ormai prossimo. D'altronde i file Ifc non sono altro che dei grandi database aperti e di interscambio, che contengono informazioni grafiche e non grafiche (qualitative, quantitative, rapporti di illuminazione, trasmittanza, ecc.) e che necessitano, anche solo per la corretta gestione di strumenti software, hardware e di infrastruttura con alte prestazioni.

I cantieri

Nei cantieri la questione dell’infrastruttura si fa ancora più ardua in quanto quasi sempre mancano i collegamentialla rete, quindi a tal proposito la scelta di avviare la sperimentazione della tecnologia 5G in cinque città italiane, Milano, Prato, Matera, Bari e L’Aquila, che farà l’Italia un hub capofila in Europa per la realizzazione infrastrutturale entro il 2020, ci fa ben sperare, soprattutto alla luce dei dati che indicano che nel solo 2017 abbiamo generato tanti dati quanti ne erano stati prodotti nell’intera storia dell’umanità fino al 2016.
Nella fase di esecuzione di un progetto, oltre al controllo ed alla gestione dei modelli BIM, un cantiere si ritroverà a redigere budget, monitorare tempi, costi e rischi, a gestire le comunicazioni ed a produrre la contabilità dei lavori, in maniera veloce con l’esigenza che tutto il processo sia Lean (snello). Per far sì che tutto questo accada occorrono, oltre che a un’alta e specifica professionalità, anche i giusti mezzi. Gli attori principali quindi siano essi, direttori di cantiere, capo cantieri, contabili lavori ecc. si ritroveranno sempre più spesso fuori dall’ufficio di cantiere, ad esempio,  con un tablet in mano a controllare i modelli progettuali per capire un’armatura o un montaggio e posizionamento (con la realtà aumentata tramite la geolocalizzazione) di un manufatto prefabbricato, o magari a redigere un rapportino delle lavorazioni in un cantiere lineare (la costruzione di una strada o di una ferrovia). Il valore aggiunto che tutto ciò avrà sulla produzione sarà sostanziale in termini di risparmio di tempi, di costi e soprattutto, rispetto al passato, si potranno finalmente mettere a frutto le famose lessons learned (lezioni apprese) che rappresenteranno sempre di più il valore aggiunto al core business dei soggetti economici.

Cosa fare?

Oggi solo chi raccoglierà questa sfida potrà guardare al futuro in maniera meno preoccupata. In una società sempre più liquida e dove il volume delle informazioni si fa sempre più consistente non si possono mettere più in secondo piano le questioni dell’innovazione tecnologica/informatica e di processo legate a doppio nodo ad una formazione specialistica costante e continua che vada di pari passo rispetto alle velocità degli sviluppi tecnologici. Bisognerà quindi abituarsi al fatto che la tecnologia informatica entra in cantiere con la stessa autorevolezza delle grandi macchine operatrici e gli investimenti per l’acquisto, uso e manutenzione devono essere congrui ai materiali informatici utilizzati. Per cambiare paradigma nel mondo delle costruzioni, in cantiere, oltre alla formazione che alla base di tutto bisognerà tenere conto anche di quanto esposto fin ora.

Autore: Antonio Ortenzi

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