IL DGUE elettronico

Il DGUE o documento di gara unico europeo è un sistema ideato dal legislatore comunitario per consentire agli operatori economici di autocertificare il possesso di una serie di stati e qualità soggettive, necessarie per l’ammissione ad una gara pubblica, mediante la presentazione alle stazioni appaltanti di un modello standardizzato.

In particolare, attraverso il DGUE gli operatori economici attestano l’insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 80 d.lgs. 50\2016, oltre al possesso dei requisiti di idoneità professionale, economico finanziari e tecnico professionali richiesti per la singola gara ai sensi dell’art. 83 del suddetto decreto.

Trattandosi di un sistema valido in tutta l’Unione Europea, il DGUE si presenta come un formulario unico che, in ragione delle peculiarità normative di ciascun ordinamento, si declina secondo connotati differenti in relazione allo Stato membro dell’Unione, in cui è effettivamente utilizzato.

  1. 1.       L’art. 85 d.lgs. 50/2016

In Italia, la norma di riferimento è l’art. 85 d.lgs. 50/2016, intitolato “Documento di gara unico europeo”.

Al co. 1 è previsto che le stazioni appaltanti accettano il DGUE redatto in conformità al modello di formulario approvato con regolamento dalla Commissione europea.

L’ordinamento italiano ha recepito tale formulario rendendolo accessibile agli operatori nazionali attraverso la circolare 18 luglio 2016, n. 3 del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), recante le «Linee guida per la compilazione del modello di formulario di Documento di gara unico europeo (DGUE) approvato dal Regolamento di esecuzione (UE) 2016/7 della Commissione del 5 gennaio 2016» (G.U. n.174 del 27-7-2016).

 

  1. 2.       Il DGUE elettronico

Lo stesso art. 85, co. 1, cit. prevede che dal 18 aprile 2018 il DGUE è fornito esclusivamente in forma elettronica.

E, dunque, non più mediante la trasmissione di copia cartacea o in formato .pdf, bensì attraverso la creazione del documento stesso per mezzo d’un apposito servizio elettronico on line.

La disposizione s’inserisce nel quadro delle misure volte a favorire la diffusione di sistemi telematici di e-procurement. In concreto, smaterializzando il DGUE cartaceo ed introducendo il DGUE digitale, si mira:

  • a semplificare gli oneri burocratici per gli operatori che partecipano ad una gara pubblica;
  • e ad agevolare l’attività di controllo dei requisiti da parte delle stazioni appaltanti.

L’iter di compilazione prevede, innanzitutto, che le stazioni appaltanti predispongano il modello di DGUE elettronico attraverso il suddetto servizio on line.

Una volta predisposto, il modello può essere riutilizzato dalla stazione appaltante -con gli opportuni adattamenti- anche per altre gare.

Il modello di DGUE viene quindi messo a disposizione degli operatori economici (per lo più mediante un file in formato .xml). Detto file può essere aperto e rielaborato solamente caricandolo all’interno del medesimo servizio che lo ha generato. In tal senso, gli operatori economici interessati a partecipare alla gara, cui il DGUE si riferisce, dovranno:

  • accedere al servizio on line
  • caricare il file
  • e completare il form che apparirà, con i dati richiesti dalla stazione appaltante.

Conclusa la procedura di compilazione, l’operatore potrà scaricare la versione del medesimo file (sempre in formato .xml) completa dei dati inseriti e pronta per essere inviata alla stazione appaltante con le modalità previste dalla legge di gara.

In tal modo il percorso di compilazione risulta visivamente facilitato, riducendosi drasticamente il rischio d’errore. Lo stesso accade in fase di verifica delle dichiarazioni rese, poiché il sistema segnala immediatamente eventuali errori, sulla base d’indici sintomatici delle criticità presenti tra le dichiarazioni.

Anche gli operatori economici possono riutilizzare il DGUE compilato e utilizzato in una procedura di appalto precedente, purché confermino la validità e la pertinenza delle informazioni ivi contenute anche rispetto alla nuova procedura.

 

  1. 3.       Servizi per la creazione di DGUE elettronici

La Commissione europea aveva istituito un servizio on line per promuovere la diffusione del DGUE elettronico (denominato “servizio ESPD”), supportando gli Stati membri dell'Unione nell'attuazione dei propri servizi DGUE.

Il servizio è rimasto attivo fino allo scorso aprile, dopodiché è stato gradualmente abbandonato.

Ma, come s’è illustrato, l’obbligo d’utilizzare il DGUE in formato elettronico permane tuttora.

E’, quindi, onere d’ogni Stato dell’Unione Europea sostenere le stazioni appaltanti nell’adozione di sistemi rivolti a tale scopo.

In Italia sistemi di compilazione di DGUE elettronici sono attualmente forniti dal portale www.acquistinretepa.it o dal Sistema Acquisti Telematici dell’Emilia-Romagna (SATER).

Il servizio perfezionato da SATER, in particolare, è disponibile solo a favore di tutte le Amministrazioni e di tutti gli operatori economici, che operano sul suddetto portale.

Attualmente l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) sta mettendo a punto delle regole tecniche finalizzate alla predisposizione del DGUE in formato strutturato (.xml) nell’ambito del Progetto CEF e-procurement ESPD.

L’obiettivo è quello d’aggiornare il servizio SIMOG (Sistema Informativo Monitoraggio Gare, accessibile dal sito dell’ANAC, che già consente di richiedere il codice identificativo di gara -CIG- necessario per versare il contributo per partecipare alle procedure d’acquisto), permettendo altresì di generare e gestire DGUE elettronici conformi al modello di dati definito dalla Commissione Europea.

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