Standard urbanistici e attività edificatorie

Gli standard urbanistici rappresentano i rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici riservati alle attività collettive, all'edilizia scolastica, a verde pubblico o a parcheggi.

Tali disposizioni si applicano ai nuovi piani regolatori generali e relativi piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate, ai nuovi regolamenti edilizi con annesso programma di fabbricazione e relative lottizzazioni convenzionate, alle revisioni degli strumenti urbanistici esistenti. Tale superficie è espressa in metri quadrati di area edificabile da destinarsi alla realizzazione di servizi pubblici per ogni abitante di cui si prevede l'insediamento all'interno di un piano urbanistico.

Cosa dice la legge
Il concetto di standard è stato introdotto dal decreto interministeriale 2 aprile 1968 n. 1444 che valutava in 18 m²/abitante la quantità minima di spazi pubblici suddivisi in: 9 m²/abitante di "verde regolato", 2,5 m²/abitante di "parcheggi", 4,5 m²/abitante per l'istruzione e 2 m²/abitante per "attrezzature di interesse comune". Per rispettare questi rapporti si calcola in generale che per  ogni abitante insediato o da insediare corrispondano mediamente 25 m² di superficie lorda abitabile (pari a circa 80 m³ vuoto per pieno).

Zone Territoriali Omogenee
In tutti i comuni, ai fini della formazione di nuovi strumenti urbanistici o della revisione di quelli esistenti, devono essere osservati limiti inderogabili di densità edilizia, di altezza, di distanza fra fabbricati, nonché rapporti massimi tra spazi destinati agli insediamenti residenziali e produttivi e spazi riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi. I limiti e i rapporti previsti sono definiti per Zone Territoriali Omogenee tra cui si possono distinguere le parti del territorio interessate da agglomerati urbani a carattere storico, artistico e ambientale, le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, a impianti industriali, a usi agricoli e quelle destinate ad attrezzature e impianti di interesse generale.

La Monetizzazione
L'evoluzione della materia urbanistica ha introdotto la possibilità di "monetizzare" le aree a standard che consiste nel versamento al comune di un importo alternativo alla cessione diretta delle stesse aree, pratica che permette al lottizzante di corrispondere alla pubblica amministrazione (P.A.) un canone in danaro per ogni metro quadrato non ceduto. La P.A. avrà poi l'obbligo di utilizzare quanto ottenuto dalla monetizzazione per la realizzazione di opere pubbliche nell’area stabilita.

Richiedi subito informazioni!